In questo articolo approfondiamo l’indice DSCR cos’è e cosa fare quando segnala un possibile caso di crisi d’impresa. Alla pagina crisi d’impresa e valutazione degli indici di allerta abbiamo già approfondito la normativa sulla crisi d’impresa e come si calcola il DSCR e gli altri indici di crisi. Quindi nel presente articolo approfondiamo meglio cos’è l’indice DSCR e cosa bisogna fare dopo che l’indice DSCR segnala una possibile crisi.

Cos’è l’Indice DSCR

Il DSCR è l’indice che aiuta ad individuare in anticipo una possibile crisi d’impresa. L’indice fornisce questa previsione analizzando i debiti di una azienda e verificando la possibilità di riuscire a pagarli in un periodo di sei mesi.
Di fatto quindi l’indice DSCR misura la sostenibilità finanziaria del debito aziendale, ossia la capacità di onorare i propri debiti accumulati utilizzando i flussi di cassa previsti.

Il nuovo codice della crisi d’impresa come abbiamo visto nei nostri articoli precedenti vuole fornire ai responsabili del controllo di gestione gli strumenti per poter prevenire le crisi aziendali. Infatti il DSCR è attualmente l’indice più utilizzato dalle banche, dai revisori contabili e dagli imprenditori per verificare lo stato di salute della propria azienda. A questa pagina puoi trovare la formula DSCR ufficiale per calcolare l’indice.

Dopo avere visto l’ indice DSCR cosa è vediamo ora cosa fare invece quanto l’ indice DSCR risulta inferiore a 1.2 , ossia quando si accende il semaforo rosso.

Come attivare la procedura di allerta

Prima di tutto niente panico! Il nuovo codice della crisi d’impresa nasce proprio per questo, per trovare in tempo delle soluzioni di riorganizzazione aziendale per risolvere il problema.

Innanzitutto la procedura di allerta che devi attivare in questo caso è una procedura ‘extragiudiziale’. Semplificando diciamo che sono azioni da fare velocemente prima che sia troppo tardi e si ricada nel classico fallimento.

La prima cosa da fare per attivare la procedura di allerta è avvisare l’Organismo di composizione della crisi d’impresa (OCRI). Tale tempestiva segnalazione è importantissima in quanto ti solleva da molte responsabilità: infatti il non segnalare subito la situazione di allerta al OCRI è un reato.

Ma chi deve attivare la procedura di allerta? La procedura di allerta può, anzi dovrebbe essere attivata dallo stesso imprenditore. Ma ricordati che anche gli organi di controllo aziendali sono tenuti ad attivare tale procedura. Quindi sia che tu sia un imprenditore o un organismo di controllo devi procedere  rivolgendoti all’OCRI, l’organo di gestione di cui parlavamo prima.

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MKT – Analisi di Bilancio è il software DSCR che calcola in automatico gli indici di allerta crisi impresa secondo l’ultima normativa vigente.

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Come funziona la procedura di allerta

La procedura di allerta prevede per prima cosa che l’OCRI nomini un collegio di tre esperti.

Questo collegio fisserà entro 15 giorni un’audizione dell’impresa soggetto di verifica. Sono sicuro che ti stai chiedendo: 15 giorni? Impossibile! Nulla di sbagliato invece, massimo 15 giorni. E’ vero, siamo abituati di solito a tempi ‘biblici’, ma la filosofia del nuovo codice di allerta crisi è proprio la tempestività. Perché poi sarebbe troppo tardi!

A questo punto l’OCRI valuta quanto emerso del colloquio dei suoi incaricati con l’azienda in crisi e analizza i dati aziendali. Se ritiene che non ci siano reali problemi deciderà di archiviare la segnalazione, in questo caso la crisi presunta non era per fortuna reale. Se invece i conti ‘non tornano’ allora verrà riconosciuta la presenza di fondati indizi di crisi.

Vera crisi e falsi positivi

Nel caso di un falso allarme non ci saranno ulteriori conseguenze. Questo perché devi sempre ricordare che gli indici di crisi come il DSCR sono per natura generici e possono ovviamente dare adito a false segnalazioni. Meglio avere una segnalazione in più, in gergo si dice un falso positivo, che non individuare in anticipo una crisi reale.
Nel secondo caso invece l’OCRI dovrà cercare in accordo con l’impresa stessa le possibili misure per sanare la situazione fissando quindi il termine entro il quale l’azienda in difficoltà deve presentare lo stato di attuazione delle misure concordate.
Se queste misure non dovessero venire applicate scatterà una segnalazione agli organi di controllo societari e ai creditori qualificati che potranno quindi procedere con la richiesta del fallimento.

Da quando entra in vigore?

La data prevista era inizialmente il 15 agosto 2020. Ma a causa del Covid-19 il Codice della Crisi d’Impresa nella sua completezza entrerà in vigore a partire dal 1 settembre 2021. Tutto rimandato quindi? Ni, perché alcune cose di fatto non verranno prorogate, siamo in attesa di avere maggiori informazioni in merito e pubblicheremo appena possibile gli aggiornamenti ufficiali.