Alcuni suggerimenti per verificare
se il vostro indirizzario è Normalizzato

Come verificare l'archivio

A) Verifica CAP generici: richiamare gli indirizzi delle città suddivise in CAP (Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, La Spezia, Livorno, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trieste, Venezia e Mestre, Verbania, Verona).
Qualora le ultime due cifre a destra del CAP siano 00, allora è sbagliato; i CAP "generici" (es. 40100 per Bologna, sono ammessi solo per Enti pubblici, Enti civili e militari, Caselle postali).
Cosa fare in questo caso? Occorre attribuire a ciascun indirizzo il CAP corrispondente alla via (ed in certi casi al civico).
Esempio: il CAP corretto di Via G. Garibaldi a Bologna è 40124).

B) Verifica dei civici: gli indirizzi devono essere completi del numero civico; altrimenti c'è il rischio fondato che, a seconda dei casi, la consegna non avvenga e che il materiale venga macerato, torni al mittente con l'indicazione "indirizzo insufficiente" o addirittura venga verbalizzato e tariffato diversamente.
D'altra parte, non è pensabile che un portalettere possa conoscere il civico di residenza del sig. Rossi in un quartiere di Milano dove le uniche abitazioni esistenti siano costituite da condomini con centinaia di appartamenti.

C) Uniformità nell'indicazione delle località: dovendo chi effettua la prepostalizzazione suddividere per località e fare riferimento al quantitativo destinato a ciascuna di esse nella predisposizione dei pacchetti, è fondamentale che la stessa località venga scritta nello stesso modo; diversamente si possono determinare delle situazioni verbalizzabili per la suddivisione non conforme a quanto stabilito dalla "guida stampe".
Un esempio: Santa Maria Maddalena, deve essere scritta sempre uguale (e non S.M. Maddalena, S. Maria Maddalena, Santa Maria Madd., ecc.).

D) Verifica dei CAP delle ultime province costituite: con l'introduzione, alcuni anni addietro, di nuove province (Verbania, Lodi, Vibo Valentia, ecc.), sono stati cambiati anche i CAP delle stesse (es. Rimini è passato da 47037 a 47900). Se l'indirizzario in uso risale ad anni addietro (es. storico dell'archivio clienti), spesso può succedere che i CAP risultino ancora quelli preesistenti.

E) Altri controlli consigliati:
- Verifica che ad una medesima località sia sempre attribuito lo stesso CAP. Spesso, soprattutto se l'origine dei dati è su base "dichiarativa" (es. compilazione di un coupon di ritorno), i CAP risultano difformi, perché non sempre le persone ricordano con precisione il proprio CAP;
- Verifica che il nominativo del destinatario, soprattutto se si tratta di operatori economici, non sia troppo lungo. In fase di stampa automatizzata degli indirizzi ciò potrebbe comportare lo slittamento di righe ed il rischio che addirittura possa essere omessa la località di destinazione.

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