L'introduzione degli accordi di Basilea 1 del 1988 ha modificato radicalmente sia il quadro dei mercati finanziari e delle attività bancarie, che i metodi di gestione del rischio. Secondo le disposizioni di Basilea 1 le banche devono coprire attraverso il capitale proprio l'8% dei crediti aziendali concessi, prevedendo dei coefficienti di rischio standard ponderati essenzialmente sulla base della natura della controparte (0% per Organismi soprannazionali e Stati sovrani, 20% per le banche e 100% per le imprese e privati) e della presenza di garanzie reali (50% per mutui ipotecari a privati).
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Rispetto a Basilea 1, gli accordi di Basilea 2 fanno ulteriormente evolvere la capacità di differenziazione delle controparti da parte del mondo bancario, ottenendo un maggior allineamento dell'obbligo di copertura rispetto al rischio realmente sostenuto. La nuova normativa mira a instaurare una maggiore sicurezza e stabilità del sistema finanziario mediante "principi" che puntano sul perfezionamento dei requisiti patrimoniali minimi e sul rafforzamento del processo di supervisione e della disciplina di mercato. |
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Con Basilea 2 le banche dei paesi aderenti dovranno accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai rapporti di credito assunti, valutati con uno strumento definito rating Basilea 2. Basilea 2 fissa comunque le linee guida con ampio spazio per le banche ed le autorità centrali di controllo del credito di gestire le metodologie ed i processi che portano alla definizione del rating Basilea 2. Il Comitato Basilea 2 fornisce un quadro di riferimento, non regole fisse, quindi il metodo del calcolo del rating Basilea 2 potrà differire anche significativamente da istituto di credito a istituto di credito, sia per agli elementi considerati, che per il peso loro attribuito. |
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Il rating bancario previsto da Basilea 2 è il metodo IRB (Internal Rating Based) che
può essere definito un “insieme strutturato e documentabile di metodologie e processi organizzativi che permettono la classificazione su scala
ordinale del merito di credito di un soggetto e che quindi consentono la ripartizione di tutta la clientela in classi differenziate di rischiosità, a
cui corrispondono cioè diverse probabilità di insolvenza” (fonte ABI). Secondo le indicazioni Basilea 2, per poter utilizzare i metodi IRB le banche
devono dimostrare di avere adottato l'uso interno dei modelli da almeno tre anni. |
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Informazioni e approfondimenti sul calcolo del Rating Basilea 2. |
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