LINEE GUIDA DELL'ACCORDO BASILEA 3


L'introduzione degli accordi di Basilea 1 del 1988 ha modificato radicalmente sia il quadro dei mercati finanziari e delle attività bancarie, che i metodi di gestione del rischio. Secondo le disposizioni di Basilea 1 le banche devono coprire attraverso il capitale proprio l'8% dei crediti aziendali concessi, prevedendo dei coefficienti di rischio standard ponderati essenzialmente sulla base della natura della controparte (0% per Organismi soprannazionali e Stati sovrani, 20% per le banche e 100% per le imprese e privati) e della presenza di garanzie reali (50% per mutui ipotecari a privati).

Rispetto a Basilea 1, gli accordi di Basilea 2 e Basilea 3 fanno ulteriormente evolvere la capacità di differenziazione delle controparti da parte del mondo bancario, ottenendo un maggior allineamento dell'obbligo di copertura rispetto al rischio realmente sostenuto. La nuova normativa mira a instaurare una maggiore sicurezza e stabilità del sistema finanziario mediante "principi" che puntano sul perfezionamento dei requisiti patrimoniali minimi e sul rafforzamento del processo di supervisione e della disciplina di mercato.

Con Basilea 3 le banche dei paesi aderenti devono accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai rapporti di credito assunti, valutati con uno strumento definito rating Basilea 3. Basilea 3 fissa comunque le linee guida con ampio spazio per le banche ed le autorità centrali di controllo del credito di gestire le metodologie ed i processi che portano alla definizione del rating Basilea 3. Il Comitato Basilea 3 fornisce un quadro di riferimento, non regole fisse, quindi il metodo del calcolo del rating Basilea 3 potrà differire anche significativamente da istituto di credito a istituto di credito, sia per agli elementi considerati, che per il peso loro attribuito.

Il rating bancario previsto da Basilea 3 è il metodo IRB (Internal Rating Based) che può essere definito un “insieme strutturato e documentabile di metodologie e processi organizzativi che permettono la classificazione su scala ordinale del merito di credito di un soggetto e che quindi consentono la ripartizione di tutta la clientela in classi differenziate di rischiosità, a cui corrispondono cioè diverse probabilità di insolvenza” (fonte ABI). Secondo le indicazioni Basilea 2, per poter utilizzare i metodi IRB le banche devono dimostrare di avere adottato l'uso interno dei modelli da almeno tre anni.
Le banche adottano il metodo IRB (Internal Rating Based) per suddividere la propria clientela in classi differenziate di rischiosità, a cui corrispondono cioè diverse probabilità di insolvenza, e variare la percentuale di accantonamento anche per i crediti concessi ad aziende di piccole o medie dimensioni.
Questo meccanismo mette le banche nella condizione di poter "pesare" la rischiosità del cliente e quindi di poter concedere a questi credito a costi più o meno elevati. L'azienda deve quindi essere consapevole del proprio "rating" al fine di affrontare in modo efficacie il mercato del credito bancario.

Esempio

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Informazioni e approfondimenti sul calcolo del Rating Basilea 3.

Domande comuni

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